LA CASA AI TEMPI DEL CORONA VIRUS

Se un giorno qualcuno ci chiedesse di spiegare quale impatto abbia avuto su di noi il covid19 probabilmente non saremmo in grado di farlo. Non sarebbe semplice descrivere come un virus sconosciuto e imprevisto possa aver cambiato il nostro modo di vivere, privandoci improvvisamente di una serie di azioni che fanno parte da sempre del nostro quotidiano come andare al lavoro, fare la spesa, andare a trovare i parenti, gli amici, fare shopping, sport, organizzare una gita, una festa o, banalmente, trascorrere la Pasqua in famiglia.

In questi mesi a tutti noi è stata fatta una richiesta, che abbiamo sentito ripetere ovunque e da chiunque: “state a casa”.

La quarantena ci ha visto “costretti” a stare a casa per settimane per evitare che il contagio si diffondesse ulteriormente. Un vero e proprio periodo di isolamento che, fortunatamente, non potrà durare in eterno. Già negli ultimi giorni difatti si sta gradualmente attenuando: si comincia a parlare di una progressiva ripresa, di una riapertura parziale…pian piano la quarantena si “alleggerirà”. E la domanda sorge spontanea: come sarà il nostro mondo dopo il coronavirus? Non possiamo certo di punto in bianco riprenderlo dove lo avevamo lasciato.

I primi tempi saranno sicuramente complessi da impostare e difficili da gestire, molti saranno estremamente prudenti, anche dal punto di vista economico. Si deciderà magari di risparmiare sui beni superflui, di essere più attenti negli investimenti e molto altro. Una realtà sarà però indiscutibile: non si potranno accantonare i bisogni primari, a prescindere da quello che si è vissuto. Ed è proprio in merito a questo aspetto che è importante fare una riflessione. Sì perché è come se, in qualche modo, il coronavirus avesse focalizzato nitidamente il centro della nostra realtà.

In questo nuovo mondo il centro di tutto, come mai prima d’ora, sarà la casa. Questo non solo perché nell’ultimo periodo abbiamo vissuto 24 ore su 24 nelle nostre case. Non solo perché vivere in un ambiente accogliente ci avrà di sicuro aiutato a convivere meglio con il lockdown. Non per queste ragioni perché la quarantena fortunatamente non durerà in eterno. Ma perché la casa rappresenta un “bisogno primario” che non può essere accantonato, a prescindere da qualsiasi emergenza vissuta. Due fidanzati che hanno il desiderio di convivere, una coppia che ha avuto un figlio e quindi ha la necessità di avere una camera in più, due genitori con figli ormai indipendenti per i quali la villetta su tre piani è diventata troppo impegnativa da gestire…tutte queste persone continueranno ad avere le medesime esigenze, a prescindere dal coronavirus e, anzi, a maggior ragione dopo l’esperienza del coronavirus, che può solamente aver accentuato i nostri bisogni primari.

Occorre tuttavia fare un passo ulteriore. Perché se il covid non può aver cancellato le nostre esigenze, potrebbe averle modificate. E anche in questo secondo caso, il focus rimane la casa. In questo periodo si è infatti parlato di realtà che fino a ieri erano lontane dal nostro modo di vivere e di lavorare. Un esempio su tutti: lo smart working. Ed ecco come, in alcuni casi, l’ambiente in cui viviamo dovrà essere pensato in modo diverso, in un modo che semplicemente si adatti a delle “nuove esigenze”. Molte società hanno già dichiarato che continueranno ad optare, dove possibile, per lo smart working. Avere quindi in questo caso la possibilità di adibire un locale della propria abitazione ad ufficio diventerà importante.

Ma oltre a queste esigenze concrete è importante riflettere su come coronavirus ci abbia, se pur indirettamente, consentito di riscoprire l’importanza delle relazioni sociali e di riflettere su quanto un momento di condivisione possa essere prezioso. E ancora una volta tutto ci riconduce alla casa. Alla luce di quello che abbiamo vissuto, riscopriremo probabilmente ancora di più l’importanza di vivere le nostre case e di vivere a pieno momenti di condivisione all’interno delle nostre abitazioni. Avere uno spazio accessorio nella propria casa come un giardino, un terrazzo, una taverna dove poter condividere giornate in compagnia dei propri cari assumerà un significato diverso dopo la quarantena che abbiamo vissuto.

In una realtà improvvisamente rivoluzionata, la casa non solo continuerà ad essere fondamentale ma diventerà un’ancora di certezza, il centro del nostro mondo.